Scuole elementari di Cologno Monzese: storia e testimonianze

In questo articolo si vuole ricostruire la storia delle scuole elementari di Cologno Monzese soffermandosi prevalentemente sulle esperienze di quegli anni, più che sulle date della nascita dei singoli edifici scolastici. Per questo motivo, oltre alle fonti scritte, documentate principalmente nei testi di Giuseppe Severi, cercheremo di ripercorre l’atmosfera di quel periodo tramite le testimonianze di due maestri di scuola elementare che hanno lavorato a Cologno Monzese: Francesco Di Marco e Giovanni Dal Molin.

Dalla loro testimonianza riusciremo a scorgere qualche dettaglio in più del periodo che va dal secondo dopoguerra con il maestro Di Marco, fino ad arrivare agli anni ’70 – ‘80 con il maestro Dal Molin.

Prima degli anni ‘60 del Novecento Cologno era un paese prevalentemente agricolo. A seguito del boom economico e della grande immigrazione, proveniente principalmente dal Sud Italia e dal Veneto, la situazione cambia radicalmente e di conseguenza anche la realtà scolastica.

Francesco Di Marco, originario di un paese in provincia di Salerno, arriva a Cologno nel 1947-1948. Era ancora il periodo della Cologno agricola e dalle sue parole scopriamo che le sedi scolastiche del tempo erano: due stanze al pian terreno della villa Arosio in piazza Mentana, dove lui insegnava, e la palazzina di Via Milano.

Il maestro Francesco Di Marco

All’inizio della sua carriera ebbe modo di conoscere uno dei maestri storici di Cologno, il maestro Armando Rossetti molto stimato poi anche dal maestro Dal Molin. Tra gli altri insegnanti ricorda le maestre: Genovesi, Ramponi, Mesante, Rappi, Galeazzi e Stabilini.

Avrà modo di insegnare anche a San Giuliano, descritto come un periodo impegnativo, le due aule adibite a scuola si trovavano in stanze della parrocchia, dove quattro insegnanti dovevano fare i turni mattino e pomeriggio. Dopo questa esperienza andrà ad insegnare nella scuola di via Manzoni che verrà inaugurata nel 1953.

Inaugurazione scuole elementare Alessandro Manzoni – 1953

La direzione scolastica di tutte le scuole di Cologno era a Cernusco sul Naviglio e vi rimarrà fino agli inizi degli anni ’60. Dirigente scolastico era Eliseo Bracci, cui facevano capo tutte le scuole materne ed elementari di Cernusco, Cologno e Vimodrone.

L’arrivo dei primi immigrati a Cologno porta inevitabilmente a dei cambiamenti, ricorda il maestro. L’amministrazione comunale dovrà far fronte alle nuove necessità che il grande afflusso richiede, mancanza di case, edifici scolastici, assistenza sociale a e sanitaria. Il maestro Di Marco sarà fortemente attivo nel Patronato scolastico colognese e verrà in seguito supportato dal maestro Dal Molin.

Come in altri racconti colognesi anche lui racconta dei giorni festivi trascorsi al lago Tana, al Gaggiolo, lungo il fontanile.

Giovanni Dal Molin, di provenienza veneta, arriva a Cologno Monzese negli anni ’60 dopo aver vinto il concorso che lo abilita all’insegnamento. Il racconto della sua carriera scolastica ci descrive la scuola italiana da prima degli anni ‘60 fino agli anni ‘80 con un grande spaccato sul periodo di forte emigrazione.

La scuola di quegli anni era organizzata in modo rigido e chiuso, racconta il maestro Dal Molin, il direttore scolastico ad inizio anno impartiva le linee guida e si rapportava principalmente con i colleghi più anziani, non vi erano incontri istituzionali tra gli insegnati, i decreti delegati[i] arriveranno nel 1974.

Dal Molin racconta “io sentivo che c’era il bisogno, la necessità, di aprire questa scuola e che non fosse solo la scuola del direttore. I genitori stavano fuori dai cancelli, tra noi insegnanti c’erano magari idee politiche diverse ma quello che ci univa era, che volevamo sdoganare quella scuola, farla uscire dal cancello oppure permette alle famiglie, che sono utenti, di entrare da quel cancello, si ricordi che il custode aveva il berretto e faceva entrare gli alunni e chi non aveva diritto non lo faceva entrare. I decreti delegati li abbiamo voluto noi giovani.” E aggiunge “Tengo a far rilevare l’odore della situazione che si respirava, non tanto nelle tappe storiche dal punto di visto cronologico che si possono leggere sui testi, ma bisogna capire quali erano i sentimenti che si muovevano in quel periodo”.

Negli anni del boom e di forte immigrazione nelle sedi scolastiche di Cologno si lavorava con i doppi turni, racconta ancora Giovanni Dal Molin, un mese si andava al mattino e quello dopo al pomeriggio, non c’era molta dispersione scolastica anche e soprattutto tra gli immigrati, la scuola era considerata un posto sicuro dove lasciare i propri figli, proprio perché magari i genitori lavoravano tanto tutto il giorno.

Dal Molin “Si iniziava con 25 alunni si finiva con 50, negli anni’60 ’70 la popolazione era triplicata, famiglie giovani venivano qui, 1968 nacquero il maggior numero di bambini […] così le classi venivano rimpolpate in corso d’anno, e era una fatica enorme inserirli, perché bisognava riprendere il programma, avevano preparazione diverse, né migliori né peggiori, nessuna discriminazione, la fatica maggiore era avere un uditorio che poteva seguire in ugual modo.” Si arrivò fino ad 11 sezioni, per esempio lui aveva la 4°L.

Le ultime sezioni erano quelle dei figli di immigrati e degli insegnati più giovani, le prime sezioni quelle degli insegnati più anziani con i figli dei colognesi. Ma c’era comunque molto rispetto e collaborazione.

Alcune di queste ultime sezioni, dato che la sede di via Manzoni non riusciva più a contenerle, furono trasferite nella nuova sede di via Trento, dove ora c’è la sede dell’AVIS. Questa, ricorda Dalmolin, non era solo la realtà di Cologno ma anche dei paesi vicini come Pioltello, Cinisello o se vogliamo andare leggermente più lontano basti pensare ad una città come Torino.

Una classe di San Maurizio al Lambro 1970-71

Ancora uno stralcio dall’intervista al maestro Dal Molin, per ricordare i nomi dei colleghi che ha avuto modo di incontrare durante la sua carriera a Cologno Monzese.

“Il maestro Rossetti, è stato un grande punto di riferimento sia per la didattica che per l’etica di quel che vuol dire insegnare, insegnare significa rendersi conto che si ha a che fare con altre persone alle quali bisogna dare prima il rispetto e poi dare tutto quello che è possibile ma soprattutto dare il rispetto e cercare di capirli”. Il maestro Rossetti ha iniziato ad insegnare a Cologno nel 1936, è stato il maestro dei colognesi, andrà in pensione nel 1966-67.

Continua ricordando le maestre Rossi, Stabilini, Martelli, e la maestra Michelina Russo, sua coetanea con cui ci fu molta collaborazione e sostegno reciproco. Ed il maestro Di Marco, con il quale collabora attivamente al Patronato scolastico, istituzione molto importante a sostegno della realtà più disagiate. Così come testimoniato anche Di Marco.

Si sofferma sulla maestra Pandolfi che assumerà il ruolo direttrice didattica delle scuole elementari nel 1966, pochi anni dopo che Cologno diviene sede autonoma da Cernusco 1963/64. La sua figura fu importante per la didattica per via delle sue idee innovative. La maestra Pandolfi era stata assistente a Roma del professor Volpicelli, docente universitario di pedagogia, per lei gli alunni andavano amalgamati proprio perché le provenienze erano le più disparate. Dal Molin ricorda le parole della maestra Pandolfi “Bisogna fare una scuola diversa, non quella medievale quella del magister e lo studente che prende nota, fate scendere gli insegnati dalle cattedre e fateli mettere insieme agli alunni” Dal Molin riportando ancora il pensiero e gli insegnamenti della Pandolfi ricorda che tutto ciò andava fatto cum grano salis, perché ciò non voleva sicuramente dire smantellare il ruolo dell’insegnante.

Il maestro Di Marco e la direttrice Pandolfi, 15 giugno 1969 festa della scuola

Negli anni ‘60 e con maggior maturazione negli anni ‘70, quando sia il clima politico che la situazione interna delle scuole ormai stavano cambiando, si sente l’esigenza di innovazione, si va verso l’ampliamento delle competenze come la formazione multidisciplinare: la musica, le lingue, l’insiemistica e soprattutto ci sarà una maggiore attenzione per i ragazzi disabili.

Dal Molin “Questa è la didattica in quegli anni, non nascevano per caso queste nuove idee ma dalle dalla maturazione di persone come Bruno Ciari o Mario Lodi, che piano argomentando su questioni che riguardavano l’insegnamento lanciarono nuove idee” per non dimenticare Don Milani e la sua attenzione ai più svantaggiati.

Queste due testimonianze raccontano più da vicino la realtà della zona centrale di Cologno Monzese avendo i due insegnanti lavorato per la maggior parte della loro carriera alla scuola elementare di Via Manzoni.

 

Date ed edifici adibiti a sede scolastiche

  • 1882 palazzina di via Milano adibita anche a scuola elementare fino al 1952
  • 1914 anno in cui è documentata la scuola elementare di via Toti a san Maurizio al Lambro
  • Primi anni del ‘900 fino alla seconda guerra mondiale, aule scolastiche nella villa Biraga (proprietà Arosio)
  • 1953 inaugurazione scuole elementare Manzoni raddoppiato nel 1958 e solo nel 1977-78 annesso alla nuova costruzione di via Petrarca
  • Anni’60 scuola in via Negrinelli Arosio attuale ASL, avrà però vita breve cosi come alcune aule in una palazzina di via Rossini
  • 1963/1965 scuola elementare di via Trento / via Turati
  • 1968 nuovi edifici scolastici in via della Repubblica e ammodernamento di quello di via Toti
  • Anni ’70 via Merano, via Liguria, via Negrinelli, via Vespucci, via Pascoli, Via Boccaccio, via Toscana, via Lombardia, via Pisa, Via Taormina.

Questo piccolo schema mostra una breve ricostruzione cronologica delle sedi scolastiche colognesi adibite a scuole elementari da inizio secolo scorso.


Tutte informazioni sono state tratte da:

Giuseppe Severi, Cologno Monzese: dalla sua storia le radici del 2000, Cologno Monzese : Comune di Cologno Monzese, stampa 1999

Giuseppe Severi, Aurelio Gavazzi, Storia di San Maurizio al Lambro,
Cologno Monzese : Associazione Aeropago – Il Progetto, stampa 1989

Intervista al maestro Giovanni Dal Molin

[i] i Decreti delegati entrano in vigore nel sistema scolastico italiano nel maggio nel 1974, il più noto è il 416 che introduce il principio di partecipazione democratica all’interno della scuola istituendo gli organi collegiali che sanciscono l’ingresso dei genitori, e per le scuole superiori, anche degli studenti, nei consigli di classe e di istituto, che andranno ad affiancare il corpo docente e il dirigente scolastico. Altri decreti si riferiscono (n.417) allo stato giuridico del personale della scuola (docente, direttivo e ispettivo), (n.419) all’organizzazione delle attività didattiche, all’aggiornamento del personale sia da un punto di vista didattico che metodologico, (n.420) alla regolamentazione del personale non docente della scuola, amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA). Nel 1977 fu approvata la legge 517 che normava la prassi dell’inserimento e dell’integrazione degli alunni disabili, oltre a rimarcare il tema del diritto allo studio.

7 Commenti

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  2. Maddalena Cologni

    Salve ,ho letto con nostalgia e piacere questo articolo,io ho avuto la maestra Martelli e Mobili stupende,mia mamma sig Bosisio Luigia era la super bidella amata da tutti maestri e direttrice dig Gandolfi.Chissa se qualcuno si ricorda .

    Risposta
    1. Paola Domina (Autore Post)

      Grazie per le sue parole, sarebbe interessante, appena possibile, raccogliere le testimonianze di voi studenti di quegli anni. [Paola]

  3. pinto sara

    grazie. mi ha fatto molto piacere questo ricordo storico….

    Risposta
    1. Paola Domina (Autore Post)

      Grazie a Lei, fa molto piacere anche a noi raccogliere e documentare la storia del nostro territorio. Lei è stata una studentessa di uno dei due maestri? [Paola]

  4. Sergio stinat

    Buongiorno. Ho fatto le elementari in via Manzoni dal 1971 al 1976 . Ho avuto il sig dal Molin come insegnante . E anche la maestra wally Maria Gulmini….come posso rintracciarli.

    Risposta
    1. Paola Domina (Autore Post)

      Grazie per il suo commento. Le farò sapere appena possibile per il maesto Dal Molin e chiederò informazioni sulla maestra Maria Gulmini. [Paola]

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