Il Circuito degli Assi 1954 – La cronaca giornalistica

Per rivivere le gesta degli Assi del ciclismo sbarcati per la prima volta a Cologno, affidiamoci direttamente alle cronache dell’epoca, come lette dai nostri concittadini (e da tutta Italia) sulle pagine di Corriere della Sera, Stampa, La Gazzetta dello Sport e Sport Illustrato.

Stampa sera, 11-12 ottobre 1954

Forse Fausto Coppi correrà per un dentifricio. Il ritorno del campione alle corse sul circuito di Cologno Monzese – Vittoria di Albani”

“Dato il via alle 15 in punto i primi evviva sono toccati al ‘romanino’ Bruno Monti che ha vinto una quantità impressionante di calze nailon con una bella volata al termine del terzo giro. […] Al decimo giro Magni (vittima di una foratura) e Baffi hanno iniziato un energico inseguimento. Staccati da principio di circa 1’15”, sono riusciti a colmare lo svantaggio e a rientrare in gruppo al 23° passaggio. Anche Fornara ha avuto la sfortuna di essere appiedato al 29° giro, ma pure lui è riuscito a riportarsi in gruppo dopo alcuni chilometri di applaudita rincorsa. La vittoria, al 50° traguardo, quello finale, è toccata a Giorgio Albani. Il monzese ha eluso ai ‘250 metri’ la sorveglianza alla quale era sottoposto dagli uomini della Bianchi e, trovato un varco sulla destra, è sfrecciato velocissimo sulla linea bianca […]”. [g.bar]

Corriere d’informazione, 11-12 ottobre 1954

Albani re dello “sprint”

“Il secondo avvenimento di ieri è stato il Circuito di Cologno Monzese. Ha vinto Giorgio Albani, recordman di quest’anno in quanto a vittorie in Italia. Albani nel 1954 ha collezionato trionfi, strabattendo tutti. Ieri, poi, Giorgio era in casa sua, dalle parti sue, e da buon brianzolo ha voluto provare a fare il ‘profeta in patria’ e c’è riuscito. Sfortunato Magni, e attivissimi Coppi, Bartali, Piazza. Una bella gara, dunque, una gara combattuta da tutti”.

La Gazzetta dello Sport, 11 ottobre 1954

Giorgio Albani a 42,850 all’ora nel circuito di Cologno Monzese. Con una cornice di 15.000 entusiasti

“Giorgio Albani ha fatto piazza pulita. E alla fine non era per nulla scontento di aver preferito questo circuito alla Parigi-Tours. Dopo essersi imposto in combattutissime volate per i lauti premi intermedi, Albani non si è lasciato scappare l’ultimo sprint. Con una stoccata da soggetto in splendida forma è riuscito a mettere sotto Piazza, Monti, Bevilacqua e Coppi (che negli ultimi due giri aveva fatto condurre all’impazzata dai compagni biancocelesti, con la speranza di affrontare gli ultimi 200 metri in posizione favorevole): tutti elementi che non avevano nascosto il proposito di aggiudicarsi il successo.

Ottima la media oraria che sfiora i 43 chilometri malgrado il fondo davvero pessimo di oltre uno dei due chilometri del circuito. E Magni, Fornara (la sua rincorsa dopo la bucatura strappò un lusinghiero elogio a Binda), Coppi avevano ragione, alla fine, di essere lieti della sgroppata, in vista dell’impegnativo confronto a cronometro di domenica prossima.

Il fatto che quasi a ogni giro ci fosse una moneta in palio, contribuì a fare della prova un continuo “scappa e prendi”. Si distinsero via via Monti, Terruzzi, Coppi, Milano, Gismondi, Aureggi, Fornara, Scudellaro, Albani, Barozzi, Bevilacqua, Soldani: autori di fughe o rincorse di cui il taccuino – strano veramente, trattandosi di un circuito a traguardo finale – è zeppo.

Due corridori – come già abbiamo detto – hanno ripreso i contatti dopo aver messo a terra il piede per l’afflosciamento di un tubolare: Magni e Fornara: i due, con Albani, Coppi e Gismondi sono apparsi i meglio disposti del lotto. E Magni, nella volatona, avrebbe fatto indubbiamente di più se un capitombolo di Terruzzi, poco prima dell’ultimo chilometro, non l’avesse costretto in fondo al gruppo ondeggiante.

La cronaca di un circuito viene espressa dai traguardi a premio, che diamo in ordine di svolgimento: 5° giro: Coppi; 10°: Conte; 15°: Piazza; 20°: Albani; 25°: Terruzzi; 30°: Bini; 35°: Barozzi; 40°: Albani; 45°: Scudellaro. Gli altri, che venivano annunciati mentre i corridori s’apprestavano ad imboccare il rettilineo d’arrivo, vennero intascati un po’ da tutti, tanto era il desiderio di chi s’era impegnato la tornata precedente di riprendere fiato.

Ritirati: Clerici, Croci Torti e Seghezzi [?] per bucature; Terruzzi, Maspes e Ferrari in seguito a cadute.” [Rino Negri]

Sport illustrato, 14 ottobre 1954, a.43, n.44

Tornano in scena gli Assi del ciclismo

“[…] sono andato a Cologno Monzese per osservare direttamente gli sviluppi di questo auspicato ritorno. Volevo constatare il comportamento degli assi dopo tutti i guai che ci sono capitati addosso, e le reazioni della folla se folla avessi incontrato. Credevo di trovarmi di fronte a una delle solite riunioni su circuito, una delle tante di ben poco significato. Desideravo soltanto vedere corridori e pubblico per rendermi una esatta idea delle loro condizioni di spirito dopo le decisioni della Giunta d’urgenza dell’UVI che ridava un po’ di luce dopo tanto buio.

Mi sono trovato invece in una atmosfera fatta di fiduciosa attesa con… cariche di fremente entusiasmo. Niente più musi lunghi, niente più fischi, ma applausi su applausi, direi addirittura acclamazioni per tutti, anche per i corridori più modesti. Ed una organizzazione appassionata e relativamente ottima, ed una corsa assai interessante su cento chilometri con la classifica finale derivata non dai punti raccolti nei vari traguardi, ma dall’arrivo all’ultimo traguardo. Un’autentica corsa insomma; con episodi su episodi nei quali si sono impegnati a fondo pure i beniamini ricambiati per i loro generosi sforzi dalle approvazioni entusiastiche di una folla di diverse migliaia di spettatori: da quindicimila a ventimila.

Quale coraggio riunire i corridori più in vista per inscenare una simile festa! Questo coraggio lo hanno avuto il Marchese Alberto Visconti, uno sportivo di vecchia data ben conosciuto, e il signor Redaelli, un anziano inguaribile tifoso.

Fummo accolti a Cologno dalla fragorosa ed abile banda municipale e poi da tutto il paese in ubriacante festa che ci riportò alle più felici giornate della nostra giovinezza. Mi sembrava di essere ritornato uno studente in vacanza. Ed avevo la nostalgia della mia prima bicicletta. Chi dice che il ciclismo è in ribasso e che i colpi di quest’anno hanno minato le sue basi? Fantasie dei soliti pessimisti. Credo invece che proprio a Cologno Monzese che moltissimi (come me) vedevano magari per la prima volta, si sia ricominciato, più che a sperare, a credere ancora nello sport risorgente del vecchio cavallo di acciaio.

Quanti evviva a Coppi, a Bartali, a Magni, a Fornara, ad Albani, a Volpi, a Monti, a Terruzzi, a Clerici, a Bevilacqua ecc. ecc. Anche a Binda, anche a Guerra… C’erano tutte le maglie: e fra essere la maglia rosa di Clerici e la maglia bianca di Volpi. Si videro un Magni ed un Fornara bucare e poi inseguire e riprendere a denti stretti col gruppo che fuggiva a pieni pedali. Infatti la media di Albani, il vincitore, fu quasi 43 orari. Ma non fu la corsa in sé stessa che diede pure a me l’euforia di un ritorno in libertà pur tanto auspicato. Essa sportivamente non poteva dirmi nulla di nuovo. Moralmente però la gara disse un’altra parola allo spirito ed alla più schietta comprensione umana. E diede il primo segnale di una riconciliazione fra i protagonisti ed i tifosi e di una riscossa generale che dovrebbe riportare il ciclismo italiano sulle diritte vie del suo glorioso passato. La corsa dal piccolo nome che ci rimette sulla pista delle mete più grandi? Forse sì: lo dobbiamo sperare tutti.” [Emilio De Martino]

Sport illustrato, 14 ottobre 1954, a.43, n.44

Vigilia della Bernocchi: ultimi ritocchi al rodaggio. Albani asso-pigliatutto

“Gente contenta, e molta per essere un circuito: però c’era da vedere Coppi che con Magni, Fornara e Monti ritornava alle corse dopo la squalifica della C.A.D. E come a voler dare una clamorosa dimostrazione a certi dirigenti (più preoccupati di demolire che di riportare il nostro bellissimo sport ciclistico sempre più in alto), erano in ventimila a far chiasso. Un chiasso simpatico che ha fatto bene al morale di Coppi, in particolare, dopo che questi era stato fischiato nelle manifestazioni che seguirono il campionato del mondo.

C’erano gli organizzatori del Gran Premio Vanini, i quali non sono riusciti a convincere Fausto affinché accettasse di partecipare alla corsa a cronometro del 24 ottobre. C’è chi assicura che l’accordo fra le parti non verrà raggiunto in quanto gli organizzatori non vogliono sborsare molti soldi per avere l’ex campione del mondo. Altri sostiene che il campionissimo non sarà a Lugano per via del passaporto, che il tribunale di Alessandria non vuole restituirgli. A questo proposito abbiamo chiesto notizie al grande Fausto. Egli ha risposto:

-Io ho impegni con organizzatori esteri e mi auguro che il passaporto mi venga restituito al più presto. Non ho ammazzato nessuno io! È una cosa che dovrebbe far muovere il ministro Ponti o i dirigenti del CONI. Non si cerca forse di andare all’estero a vincere e quindi a valorizzare lo sport italiano? Spero bene, dunque. […] Albani ha vinto tutto: il maggior numero di premi di traguardo, premi speciali in serie, il circuito. E meritatissime sono state le accoglienze dei monzesi.” [Rino Negri]

ENTRY LISTORDINE D’ARRIVO
1. Fausto Coppi1. G. Albani, in 2h20’, media di 42,8 km/h
2. Gino Bartali2. D. Piazza, s.t.
3. Carlo Clerici3. B. Monti, s.t.
4. Fiorenzo Magni4. A. Bevilacqua, s.t.
5. Giancarlo Astrua5. F. Coppi, s.t.
6. Giorgio Albani6. T. Scudellaro
7. Ferdinando Terruzzi7. G. Bartali
8. Pasquale Fornara8. F. Aureggi
9. Bruno Monti9. O. Conte
10. Michele Gismondi10. R. Soldani
11. Luciano Pezzi11. G. Corrieri
12. Antonio Bevilacqua12. F. Magni
13. Severino Rigoni13. R. Pianezzi
14. Donato Piazza14. D. Barozzi
15. Andrea Carrea15. P. Volpi
16. Giovanni Corrieri16. P. Fornara
17. Emilio Croci Torti
18. Oreste Conterit. C. Clerici
19. Luigi Casolarit. E. Croci Torti
20. Remo Pianezzirit. Seghezzi (?)*
21. Aldo Binirit. F. Terruzzi
22. Adolfo Leonirit. A. Maspes*
23. Ettore Milanorit. A. Ferrari
24. Tranquillo Scudellaro
25. Giovanni Recalcati
26. Mauro Gianneschi
27. Alfo Ferrari
28. Pierino Baffi
29. Renzo Soldani
30. Primo Volpi
31. Danilo Barozzi

*La classifica più esaustiva, per quanto limitata alla top 16, è quella riportata dalla Gazzetta dello Sport. Aureggi, Maspes e Seghezzi (?) figurano nell’ordine di arrivo e non tra gli invitati: si può ipotizzare siano stati impiegati in sostituzione di altri corridori.